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Autumn in Paris

Mi chiedono perché Parigi e perché d’autunno. Io non so rispondere. Mi dicono che la sopravvaluto, che non senti davvero suonare La vie en rose mentre cammini lungo la Senna, mi dicono che da vicino, la Tour Eiffel non è poi tutto ‘sto granché. Mi dicono che le macchine inquinano anche lì e non è vero che la pioggia regala un’atmosfera di romantica malinconia. Mi dicono che Parigi è solo una grande bugia mascherata da foglie arancioni portate dal vento, da croissant appena sfornati e pittori d’altri tempi. Mi dicono che non troverò le librerie galleggianti e i bistrot degli anni venti. Mi dicono che non è più la Parigi di Victor Hugo e di Dumas, così elegante e seducente, adesso è quella di parigini freddi e presuntuosi.

Ma a me non importa. Io la amo così com’è, con le sue luci e le sue ombre. Lei mi viene a trovare nei sogni più profondi, nelle mie notti buie mi aggrappo ai suoi mille racconti. Mi scrive di nascosto lettere d’amore a cui non so rispondere perché non trovo le parole. Mi ammalia con grazia ed eleganza, con passione e crudeltà. Ed io le sono fedele anche senza averla mai vista, perché un amore puro nulla teme e nulla brama, se non il momento dell’incontro.

Perciò, ti amo mia cara Parigi, attendo di scorgerti in lontananza come un marinaio che scruta l’orizzonte. Ma tu aspettami, mia amata, aspettami e sarò per sempre tua.

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