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COME IL SOLE DI MEZZANOTTE di Liliana Onori

TRAMA: L’amore che si scopre, che è linfa, che riesce a illuminare come un sole a mezzanotte. È quello che vivono Anna e Julian, certi che il loro sentimento possa superare qualsiasi differenza e vincere su ogni forma d’odio. Ma non nell’Irlanda di fine ottocento dove le convenzioni sociali riescono a oscurare qualsiasi tipo di legame, persino quello tra una madre e sua figlia. Anna scoprirà, così, che l’amore ha molte forme: può essere estremo, tragico, può nascere dall’amicizia, dalle consuetudini, dall’indifferenza e può generare rancore e distacco; soprattutto può essere grande nella rinuncia e piccolo nell’accettazione e celarsi ovunque, magari dietro al tronco di un grande albero.

 

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RECENSIONE: La storia è ambientata alla fine del diciannovesimo secolo a Queenstown, nella contea irlandese di Cork. Anna DeLarey, figlia del conte Conrad DeLarey, ha appena terminato gli studi in un collegio svizzero e torna a casa dopo oltre un anno di assenza.

È felice di riabbracciare il suo amato padre, con cui ha sempre avuto un rapporto speciale; rivedere la sua fredda madre, attenta a non mostrare segni di “debolezza affettiva” e tutti gli altri: dallo stalliere alla cuoca, dal maggiordomo alle cameriere alla cara tata Charlotte.

Da quando rimette piede in casa, Anna è costretta dalla madre e dagli obblighi del suo ceto sociale, a trascorrere sempre più tempo in frivole attività mondane che la annoiano e la fanno sentire sempre più estranea a quel mondo fatto di superficialità e ipocrisie. Più passano i giorni e più Anna ha la consapevolezza di non essere civettuola come le sue coetanee, brave solo a cercare di accalappiare il miglior partito su piazza mentre di nascosto si rotolano tra la paglia con i loro servitori. Ecco perché appena ne ha la possibilità, Anna corre a rifugiarsi nel suo luogo preferito: il boschetto che circonda la sua casa. Passa il tempo seduta ai piedi di una quercia secolare che lei chiama Alfred, come suo nonno. Ed è proprio qui, in un caldo pomeriggio d’estate che incontra Julian, un marinaio dagli occhi scuri ed il sorriso sghembo.

Apparentemente i due giovani non possono essere più diversi: lei nobile e ricca che sogna l’amore romantico, cavalleresco, eterno; lui, che quando non è in mare dorme in una casa su un albero, invece non è per niente tipo da legami duraturi ed ha lasciato il suo odore sulle lenzuola di molte donne.

Eppure tra i due ragazzi c’è un’alchimia che li porterà a non riuscire più a fare a meno l’uno dell’altro, e che presto li vedrà uniti da un sentimento profondo e duraturo, proprio come il Sole di Mezzanotte.

Julian rimase rapito per alcuni attimi da quella sensazione di calore che lo stava invadendo. L’abbracciò dicendole «Ora capisci perché se tu morissi dovrebbero scavare due fosse?»

Ma…

Ma presto scopriremo che il destino gioca brutti scherzi, soprattutto quando a dargli una mano ci sono persone la cui voce ha il potere di fare molto male. 

 

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Sin dall’inizio di questo racconto, veniamo immersi nelle suggestive atmosfere dell’Irlanda di fine Ottocento, con i suoi usi e costumi ben descritti in maniera molto scorrevole e leggera. Unico neo, i dialoghi non propriamente corrispondenti all’epoca, ma la storia è talmente travolgente che si lascia perdonare facilmente.

L’autrice è stata brava a creare una trama ricca di avvenimenti e sorprese che lasciano di continuo il lettore col fiato sospeso e il cuore a metà tra l’infarto e la tachicardia. Devo ammettere che all’inizio sembrava un libro senza nulla a pretendere, la classica storia rosa tra la bella contessina e l’affascinante marinaio. Ma mai giudicare un romanzo dalle prime pagine perché quando meno te lo aspetti ti arriva una secchiata d’acqua gelata dritta dietro la schiena. Così finisci come me che divori pagine su pagine in poche ore e non ti restano più unghie da rosicchiare. 

Anna si sentiva come il giardino della sua casa, consumata da un freddo che non ne voleva sapere di andarsene […]

Interessanti le figure degli altri personaggi che riga dopo riga impariamo ad amare o odiare. Di particolare rilievo, quella del papà di Anna, che mette a rischio il suo stesso onore pur di difendere quello della figlia, eppure vacilla e rimane paralizzato di fronte ad un avvenimento che cambierà la sorte dei nostri protagonisti. È il classico uomo che nonostante gli errori, ha la forza, la pazienza e l’umiltà di chiedere scusa.

Diana DeLarey, la madre di Anna, invece è una persona che non si riesce ad inquadrare del tutto. L’autrice ce la descrive come una donna induritasi nel tempo, di rado la vediamo capace di gesti amorevoli e sono tanto fugaci da essere immediatamente offuscati dalla sua natura cruda. Apparentemente potrebbe sembrare una personalità forte, dominante, ma alla fine scopriremo che forse è proprio la più debole di tutte.

Andando avanti troveremo il vizioso damerino Lorenz, conosceremo l’affascinante William, capace di entrare nei nostri cuori in punta di piedi insieme alla sua spumeggiante sorella Camille. Ci imbatteremo nella bella Abigail e nella sua struggente storia familiare.

 

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Analizzare questo romanzo non è cosa semplice, perché in realtà è come aver letto due libri diversi: il primo che ha per protagonisti due giovani con il loro amore travolgente, immediato, irruento, quasi surreale (tanti, forse troppi Ti amo per una come me); il secondo invece ha per protagonista un amore più reale, sbocciato in maniera silenziosa come un bocciolo di rosa in primavera, capace di riaccendere la fiammella della speranza in una stanza dove l’oscurità la fa da padrona e (a parer mio) forse per questo ancora più romantico.

«Lo senti, Anna?»

«Che cosa?»

«Che ti sto tenendo al sicuro»

Infine un vento inaspettato mischierà di nuovo tutte le carte in tavola ed i nostri protagonisti si troveranno a dover rimettere in gioco le loro vite, le loro scelte, i loro cuori. Ci saranno altre scelte da fare, e si sa, dove ci sono scelte c’è qualcuno che ne soffrirà.

Il finale per nulla scontato mi è piaciuto tantissimo nonostante mi abbia lasciato il magone fermo in gola, per cui direi che non vedo l’ora di leggere il seguito…

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