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Il messaggio nascosto

Di solito quando finisco un libro, prendo uno ad uno tutti gli altri che mi restano da leggere e li distribuisco sul letto senza un ordine logico. Chiudo gli occhi, assaporo il momento e poi passo in rassegna ogni titolo, ogni copertina. Talvolta sbircio tra le pagine, accarezzo con lo sguardo le parole e richiudo, fin quando non vengo travolta dalla luce abbagliante dell’illuminazione. Prendo il prescelto, dopodiché, senza un attimo di esitazione, ripongo con tenerezza materna quei cuccioli nelle loro tiepide culle, non senza sospiri da parte di ognuno di loro (solo una madre può sentirli).
Adesso vi starete chiedendo è finita? Certo che no!
Ogni libro che si rispetti ha bisogno del suo segnalibro!
Quindi apro il cassetto dove sono gelosamente custoditi segnalibri di ogni forma e dimensione, colorati e non, con aforismi, ritratti o foto sbiadite.
Li provo tutti…sì, li provo proprio tutti. Fin quando non dico: «Ecco, è quello giusto!» Allora, con un ghigno di soddisfazione stampato sul viso, raccolgo gli eliminati e li metto a riposare, affinché possano essere pronti al momento giusto.
Per me, come per molti appassionati, il passaggio da un libro all’altro è un vero e proprio rito, come la nomina di un cavaliere o l’incoronazione del nuovo Re.

Ieri però è stato diverso. Se ci ripenso mi stupisco ancora.
Avevo appena finito di leggere Avrò cura di te scritto a quattro mani da Massimo Gramellini e Chiara Gamberale, quando, dopo aver minuziosamente celebrato la cerimonia di addio con tanto di discorso finale (è vero!), la mia mano è stata letteralmente risucchiata verso uno di quei libri che comprai mesi fa ma che ero sicura non sarei mai riuscita a leggere: Braccialetti Rossi (anche se preferisco il titolo originale El mundo amarillo) di Albert Espinosa.
Ricordo che la mia mente era accesa mentre la mano lo sfilava delicatamente dalla pila di libri. Mi chiedevo Ma cosa stai facendo? però non riuscivo a fermarmi (adesso che ci penso, la cosa è alquanto inquietante…).

È proprio vero quello che dicono: non sei tu a scegliere un libro, ma è il libro a scegliere te. Probabilmente ho bisogno del messaggio nascosto tra quelle righe.

E allora accettiamolo, questo messaggio, come un segreto che non a tutti è dato sapere…

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