preloder

Se non sai cosa dire, meglio non parlare…

Oggi la figlia del fratello di un’amica di mia sorella (penso si scriva così, mentre digitavo ho avuto una crisi d’identità…), cinque anni e tre mesi portati magnificamente, mi ha chiesto di spiegarle cosa fossero le emozioni.
Ammetto che per un attimo avrei voluto andare su wikipedia, mandarle in pappa il cervello con parole a cui nemmeno io avrei saputo dare un significato, rifilarle un Chupa Chups e rincitrullirla col dvd di Frozen. Mi sarei complimentata con me stessa, ma probabilmente a quest’ora non starei qui a raccontarlo.
Guardando quegli occhioni sgranati ed imploranti stile Gatto con gli stivali, la parte più tenera e malleabile di me non ha saputo resistere all’incantesimo lanciato con l’unico obiettivo di farmi cedere e parlare. Sembrava cosa facile, ma arduo fu il conversare con una creatura di cotanta giovinezza.

 

Occhei, proviamoci mi sono detta. Che sarà mai, si stancherà di ascoltare in un batter di ciglia…

«Vedi piccola, le emozioni sono quelle cose che ti fanno battere forteforte il cuoricino, oppure ti fanno uscire le lacrime, oppure ti fanno ridere, oppure di fanno urlare. Hai capito?»
«No, io non le capisco le parole dei grandi. Usa quelle dei piccoli»
Evvabbè…«Vedi, ce ne sono tante di emozioni. Il dispiacere, per esempio, è quella che provi quando ti alzi la mattina, ti siedi per fare colazione, apri il barattolo di Nutella e scopri che è vuoto!
Anche la sorpresa è un’emozione che conosci, la senti quando un giorno esci da scuola e invece della babysitter, trovi papà ad aspettarti, così tu gli corri incontro e gli salti addosso.
Il disgusto invece è quando un tuo amichetto fa uno starnuto con una potenza tale da fargli uscire il moccolo verdognolo dal naso, che continua a penzolargli dalle narici fin quando non caccia la lingua e se lo gusta all’istante senza condirselo neppure – qui ha fatto una faccia interdetta, si sarà fermata ad amichetto.
E la rabbia? Quella la conosci bene. È l’emozione di quando una tua compagna di scuola ti ruba il fidanzatino, poi viene vicino a te per distrugge la torre di costruzioni che stai costruendo e se ne va ridendo. La rabbia è quella che ti fa correre a strapparle i capelli e stamparle un pugno in piena faccia – Altra espressione frastornata, forse non è molto educativo, ma la stronzetta ha voluto la verità, e adesso se la tiene!

Poi abbiamo la paura! Anche quella è un’emozione, sai? Quando non vuoi addormentarti da sola nella stanza al buio perché pensi che escano mostri e fantasmi da sotto al letto…»

SUSSULTO IMPROVVISO.
FORMATTAZIONE IN CORSO.

«Ma…ma perché, sotto al mio lettino ci sono i mostri?»

Ooops…ecco che all’istante avverto l’irrefrenabile desiderio di fuggire a nascondermi nel Triangolo delle Bermuda, più o meno tra il cateto maggiore e l’ipotenusa.

Lezione numero 1. Mai rispondere alle domande dei bambini! Sono accuratamente state selezionate da esperti ninja-bebè per colpire i nostri punti deboli!

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